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Il
DART18 è un catamarano inglese progettato per navigare sul
canale della Manica ed è quindi concepito per affrontare
condizioni di vento forte. E' poco "invelato" ed ha
le chiglie taglienti che gli consentono di passare le onde ed
entro certi limiti di evitare le temutissime ingavonate di prua.
Certo
che in condizioni estreme (dai 20 ai 30 nodi) ci vuole "il
manico" e la predisposizione della barca secondo certi
accorgimenti tecnici. Quindi se le condizioni sono già critiche o
si prevede che lo diventino occorre preparare la barca e
l'equipaggio per il peggio.
Vediamo
gli accorgimenti più essenziali, parola d'ordine depotenziare:
Armatura
della barca:
-issare
un gioco di vele che non sia proprio quello regalato dal papà per
il brillante superamento di un difficile esame universitario;
-mollare
quasi del tutto le stecche (lasciandole solo puntate), in
particolare quelle in alto, che devono far scaricare il vento. Così
renderemo la vela più piatta in modo da farle sviluppare meno
portanza e diminuiremo la tendenza della barca a fare l'effetto
rodeo;
-
portare indietro l'albero, in modo da portare indietro il centro
velico (dovremo posizionare l'equipaggio il più dietro possibile,
quasi sulla traversa di poppa, come diremo dopo). Ciò si ottiene
mollando lo strallo di prua e abbassando al massimo il punto di
attacco della sartia sullo scafo;
-
controllare che i timoni siano assicurati allo scafo con una
cimetta (è una buona norma che vale sempre);
-
controllare che tutti gli attacchi di sartie etc.. siano nastrati
per evitare spiacevoli disalberamenti dovuti a vibrazioni (è
accaduto più di una volta, ci si è pentiti amaramente di non
aver speso 50 cents di nastro);
Assetto
della barca:
-andature
consigliate:bolina, traverso.
-
cazzare bene il telo in modo che suoni quasi come une pelle di
tamburo (prima di cazzarlo, bagnarlo con la pompa);
-cazzare
bene le cinghie (idem come sopra);
-posizione
dell'equipaggio più a poppa possibile;
-se
si ha una fiducia sperimentata e incondizionata nel prodiere, la
scotta della randa verrà manovrata da quest'ultimo. Il timoniere
dopo aver chiesto in garanzia un gioco di stecche nuovo, manovrerà
il carrello randa.
-
di
bolina mollare
generosamente il carrello della randa, almeno a metà tra il
centro della traversa e il fine corsa sottovento. Mollare la randa
in modo da evitare la scuffia. Se si è costretti a mollare troppa
randa anche con vento costante, significa che bisogna aprire
ancora il carrello;
-
in presenza di raffiche è assolutamente indispensabile che il
timoniere preceda un attimo prima la raffica mollando la randa e
tenendo così la barca in assetto;
-
contemporaneamente deve andare all'orza con il timone. Meno
violente sono queste manovre e più la barca rimarrà in assetto,
tenendo la sua velocità;
-
al
traverso
il carrello deve essere aperto a 3/4 o più.
-
sotto raffica, il timoniere: sino a circa 18-20 nodi vedrà che è
sufficiente mollare randa senza andare all'orza. Ciò consentirà
di mantenere rotta e velocità.
-
il prodiere deve mollare immediatamente il fiocco in bando quando
la punta dello scafo sottovento accenna ad entrare nell'acqua,
pena una bella scuffia di prua;
-al
lasco: solo se
si è veramente esperti e si vuole mettere in conto una scuffia di
prua. Se proprio siete amanti del brivido.... allora abbiamo la
cura per voi:Da evitare se possibile.
Parola
d'ordine:tenere alte le prue e prevenire le raffiche.
-
timoniere prodiere seduti il più a poppa possibile ed attaccati.
Ciò consentirà di tenere alte le prue;
-
mollare tutto carrello;
-
randa in mano non strozzata;
-il
timoniere deve impugnare la barra del timone e non lo stick
(non ce la farebbe a governare);
-in
caso di raffica è fondamentale che un attimo prima:
.
il timoniere poggi bruscamente e molli randa in modo da
scaricare la potenza del vento;
.
il prodiere molli in bando il fiocco, in modo da evitare l'ingavonata;
Se
le condizioni sono di sopravvivenza pura (la barca non si tiene
proprio) ci sono queste due soluzioni progressive:
. navigare con il fiocco completamente mollato
(pazienza si rovinerà un pò ma non scuffieremo)
.
cazzare randa al centro come se navigassimo di bolina (cerchiamo
di fare il contrario di quello che vorrebbe il vento)
Non
ascoltate chi vi dice che al lasco sotto raffica si deve orzare,
sarebbe come buttare benzina sul fuoco. Infatti la norma è
poggiare, tranne qualche barca tipo hobiecat dove a causa
degli scafi a banana la risposta della barca è atipica. Per
capire perchè, basti pensare che l'unica andatura dove i cat non
camminanano è la poppa piena. La vela a bandiera da una
parte riceve vento ma dall'altra oppone una resistenza enorme
all'avanzamento. Allora se sotto raffica con 20-30 nodi di vento
la mia esigenza è quella di depotenziare, non è difficile capire
che poggiando metto la barca di poppa e quindi rallento. Al
contrario se orzo aumento il vento apparente e quindi la velocità
della braca. Strano? pensate a quando siete al lasco con un
vento medio e volete accelerare. Cosa fate? Orzate e cazzate
randa! In definitiva al lasco bisogna ragionare al contrario che
di bolina:
per
accelerare orzo e cazzo randa (ma mi allontano dalla boa)
per
rallentare poggio e mollo randa (mi avvicino alla boa).
Martino
Salvo
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