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Abbiamo notato una certa differenza tra gli alberi nuovi
e gli alberi vecchi. Ci siamo informati, ed abbiamo
saputo da radio scarpa che gli alberi nuovi vengono
prodotti da Proctor. In particolare la differenza più
evidente tra i nuovi ed i vecchi alberi, è la rigidità.
Gli alberi nuovi sono decisamente più rigidi, e sembra
meno deformabili dei vecchi, ed inoltre sono perfino più
leggeri. Questo provoca non pochi vantaggi : avete mai
provato a guardare la balumina della vostra randa in
bolina ? Bene, essendo il vostro albero un palo,
noterete che è ruotato sottovento, e che essendo alto
circa 8mt e non avendo crocette, "spancia" in avanti. Se
siete in condizioni di onda un po’ formata e la barca
"zucca" dentro l’onda, noterete che la vostra balumina
"slabbra", cioè si apre e si chiude ad ogni urto con le
onde. E’ chiaro che su questo moto agiscono vari fattori
tra cui la tensione delle stecche, la tensione del
cunningham, e l’elasticità del tessuto, ma uno dei
fattori determinanti è proprio l’elasticità dell’albero.
Infatti, tendendo a "spanciare" sotto la pressione del
vento che aumenta ogni volta che la barca rallenta,
richiama tessuto verso prua e di conseguenza tende a
smagrire la vela, esattamente nel momento in cui ci
sarebbe bisogno di più potenza, e quindi di più "grasso"
per "bucare" l’onda. L’albero insomma funziona da
ammortizzatore. Per gli equipaggi leggeri, che in molte
condizioni devono depotenziare, questo effetto è
talvolta vantaggioso, mentre per equipaggi pesanti, con
una massa inerziale maggiore, ed un minor
galleggiamento, è assolutamente deleterio. Di poppa
(lasco), soprattutto con vento fresco, accade che
l’effetto di flessione è contrario, ma ben più evidente
: ad ogni ingavonata, essendo maggiore la pressione del
vento sulla testa della randa, l’albero spancia
indietro, verso poppa, e la penna flette di conseguenza
in avanti, continuando a scaricare potenza e deformando
quello che è il normale profilo della vela. I rimedi a
questo effetto, sono due, il primo : è quello più ovvio
di comprare l’albero nuovo, il secondo è quello di
provare ad andare con il cunningham più teso, ed
ingrassare la randa comprimendo di più le stecche. In
questo modo, si aumenta rigidità dell’albero, poiché la
flessione diminuisce all’aumentare del carico, e per
compensare lo smagrimento della randa. Sulla
funzionalità della randa in queste condizioni, i pareri
sono vari e discordi, ma comunque il comune denominatore
su questa barca le cui regolazioni sono veramente
minime, ed assolutamente interlacciate, e quello di
provare , provare, provare, fino ad ottenere la miglior
media che consenta sempre di essere nel gruppo dei più
veloci.
G. A. |