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I nuovi alberi

di Giulio Agostini

 
 

Abbiamo notato una certa differenza tra gli alberi nuovi e gli alberi vecchi. Ci siamo informati, ed abbiamo saputo da radio scarpa che gli alberi nuovi vengono prodotti da Proctor. In particolare la differenza più evidente tra i nuovi ed i vecchi alberi, è la rigidità. Gli alberi nuovi sono decisamente più rigidi, e sembra meno deformabili dei vecchi, ed inoltre sono perfino più leggeri. Questo provoca non pochi vantaggi : avete mai provato a guardare la balumina della vostra randa in bolina ? Bene, essendo il vostro albero un palo, noterete che è ruotato sottovento, e che essendo alto circa 8mt e non avendo crocette, "spancia" in avanti. Se siete in condizioni di onda un po’ formata e la barca "zucca" dentro l’onda, noterete che la vostra balumina "slabbra", cioè si apre e si chiude ad ogni urto con le onde. E’ chiaro che su questo moto agiscono vari fattori tra cui la tensione delle stecche, la tensione del cunningham, e l’elasticità del tessuto, ma uno dei fattori determinanti è proprio l’elasticità dell’albero. Infatti, tendendo a "spanciare" sotto la pressione del vento che aumenta ogni volta che la barca rallenta, richiama tessuto verso prua e di conseguenza tende a smagrire la vela, esattamente nel momento in cui ci sarebbe bisogno di più potenza, e quindi di più "grasso" per "bucare" l’onda. L’albero insomma funziona da ammortizzatore. Per gli equipaggi leggeri, che in molte condizioni devono depotenziare, questo effetto è talvolta vantaggioso, mentre per equipaggi pesanti, con una massa inerziale maggiore, ed un minor galleggiamento, è assolutamente deleterio. Di poppa (lasco), soprattutto con vento fresco, accade che l’effetto di flessione è contrario, ma ben più evidente : ad ogni ingavonata, essendo maggiore la pressione del vento sulla testa della randa, l’albero spancia indietro, verso poppa, e la penna flette di conseguenza in avanti, continuando a scaricare potenza e deformando quello che è il normale profilo della vela. I rimedi a questo effetto, sono due, il primo : è quello più ovvio di comprare l’albero nuovo, il secondo è quello di provare ad andare con il cunningham più teso, ed ingrassare la randa comprimendo di più le stecche. In questo modo, si aumenta rigidità dell’albero, poiché la flessione diminuisce all’aumentare del carico, e per compensare lo smagrimento della randa. Sulla funzionalità della randa in queste condizioni, i pareri sono vari e discordi, ma comunque il comune denominatore su questa barca le cui regolazioni sono veramente minime, ed assolutamente interlacciate, e quello di provare , provare, provare, fino ad ottenere la miglior media che consenta sempre di essere nel gruppo dei più veloci.

G. A.